Luigi De Biase

Luigi De Biase

31-10-2022

14:07

Sabato ho pubblicato una foto del battaglione ucraino Revansh che ha urtato la sensibilità di alcuni. Mi è stato chiesto di rimuoverla perché sarebbe un fake. Invece aprirò una delle cartelle in cui raccolgo materiale sui rapporti del Revansh in Italia. Partiamo da qui (1/n)

(2/n) In foto, nel tweet precedente, c’è il padre di CasaPound, Gianluca Iannone. Regge la bandiera del Battaglione Revansh. La foto è stata scattata a Roma ad agosto. Ora penserete: come facciamo a sapere che quella è davvero la bandiera del Revansh? Fate voi. (Segue)

(3/n) Sventolare la bandiera del PSG non significa avere rapporti diretti con Leo Messi, è chiaro a tutti. Però questa foto l’ha pubblicata sui suoi canali social proprio il comandante in capo del Revansh, Bogdan Khodakovsky. Si tratta peraltro di canali aperti. (Segue)

(4/n) Chi è costui e che cosa ha a che fare con CasaPound? Khodakovsky è nato nel 1996 e si è laureato in Sociologia all’Università Dragomanov. E’ quello in foto qui sotto. Spoiler: ha un rapporto speciale con l’Italia, come dice il suo tatuaggio. (Segue)

(5/n) Sappiamo che è cresciuto politicamente nell’organizzazione paramilitare ortodossa Bratsvo (Fratellanza), sulle cui attività tornerò magari un giorno. Revansh allora già esisteva e si ispirava apertamente al “fascismo italiano”. (Segue)

(6/n) Nel 2016, con alcuni camerati di Revansh, Khodakovsky ha cominciato uno spin off di Bratsvo chiamato Tradizione e ordine. T/O si è mossa per anni come una startup della destra paneuropea costruendo relazioni in Polonia, Ungheria, Spagna, Francia e Italia (Segue)

(7/n) Esempio: questa è manifestazione di solidarietà a Kiev durante la crisi istituzionale tra Ungheria e Unione europea, nel luglio del 2021. “Avanti ragazzi di Buda” è, come molti sapranno, una canzone italiana dedicata all’insurrezione antisovietica del 1956. (Segue)

(8/n) Due mesi dopo la polizia ucraina ha arrestato Khodakovsky e settanta colleghi per avere assaltato il corteo del Pride a Odessa. “Questo è il prezzo che dobbiamo pagare per la libertà di parola”, è scritto in uno dei canali social di T/O, anche quello aperto. (Segue)

(9/n) T/O aveva anche un braccio armato. Secondo Bellingcat uno dei responsabili del gruppo, Ivan Pilipchuk, era stato ammesso già nel 2018 al centro di addestramento ESA in Polonia. Qui il link dell’inchiesta. (Segue)

(10/n) La guerra, naturalmente, ha cambiato tutto. Con l’invasione russa Revansh è entrata strutturalmente nelle forze di difesa ucraine. Il 3 marzo il gruppo ha aperto un conto per ottenere contributi economici dall’estero. I loro canali social cambiano spesso (Segue)

(11/n) Revansh è un gruppo di volontari. Ha preso parte alla difesa di Kiev e oggi svolge compiti di ricognizione a Kherson. Si definiscono “Battaglione”, ma credo contino al massimo 100-150 uomini. La loro impostazione ideologica è esplicita. (Segue)

(12/n) Nota bene: il Revansh è uno dei gruppi più difficili da intercettare, sia per il numero ridotto degli effettivi, sia per il grado di segretezza che circonda le loro attività. Le informazioni sul loro conto sono minime. (Segue)

(13/n) Detto questo, CasaPound ha costruito rapporti in Ucraina ben prima che la guerra cominciasse, in particolare sull’asse Roma-Napoli. Olena Semenyaka, nella foto, considera CPI “un esempio”. Semenyaka è considerata la madrina della destra paneuropa ucraina. (Segue)

(14/n) Nei legami fra il nostro paese e quel mondo non c’è nulla di nuovo o di segreto. Sono stati esplorati da tanti bravi colleghi nel corso degli ultimi anni in Italia e all’estero. Della rete fanno parte da tempo anche T/O e Revansh. Nessuna sorpresa. (Segue)

(15/n) Veniamo alla nostra foto. E’ stata scattata alla vigilia del 28 settembre in una base del Revansh. E’ autentica. E’ stata ritoccata? Certamente, a meno che pensiate esistano persone con un blocco informe di pixel al posto della faccia (Segue).

(16/n) Sono abbastanza certo che nella foto ci sia lo stesso Khodakovsky. Contestazione no. 1: l'immagine non si trova in rete, quindi è un fake. In realtà alcuni l’hanno trovata. Il primo è @valeriorenzi di Fanpage, sul canale TG Ultras Not Reds. (Segue)

(17/n) In origine questo canale era dedicato alle tifoserie calcistiche europee. Poi ha preso una piega politica (estrema destra). Ora tratta molto materiale sulla guerra in Ucraina. Un amministratore ha pubblicato la foto se non erro il 29 ottobre. (Segue)

(18/n) La loro didascalia dice: “Difensori ucraini hanno mandato ieri i loro auguri ai fratelli italiani per il loro anniversario”. Se ci fate caso, in questa versione della foto il patch del Revansh sul petto del primo uomo è oscurato. (Segue)

(19/n) La stessa foto, con patch visibile, l’ha trovata anche @Rambo77G sul profilo Instagram di un esponente di CasaPound (sic!). Purtroppo Rambo mi ha bloccato, quindi non posso riprendere il suo tweet. Riporto io il link che aveva indicato. (Segue)

(20/n) Altro particolare. In questo post su Instagram noterete un tag che rimanda in Germania. E’ un profilo tedesco del Revansh. Quello ucraino risulta sospeso da qualche settimana. Come dicevo prima, cambiano con molta frequenza i loro canali. (Segue)

(21/n) L’esponente di CPI in questione è forse l’unico giornalista straniero ammesso in una base del Revansh. Un suo reportage è stato pubblicato da Libero. Vi invito a leggerlo perché è pure class. Contiene anche un’intervista a Khodakovsky (Segue)

(22/n) Il messaggio esposto nella foto (“La marcia continua”) è lo stesso comparso il 28 ottobre a Roma, nei pressi del Colosseo, ed è quello usato da qualche tempo da CPI per celebrare il centenario. (Segue)

(23/n) Qualcuno potrebbe dire: questa è tutta una montatura organizzata da CasaPound per millantare contatti nelle forze armate ucraine. Tutto può essere. Anche che il vaccino contro il Covid contenga un microchip. Ognuno creda a quel che vuole. (Segue)

(24/n) Ricapitoliamo. La foto è autentica. Circola anche su canali usati normalmente dalla rete di estrema destra paneuropea, di cui fanno parte CasaPound, Tradizione e ordine e il Battaglione Revansh. Khodakovsky ha rapporti personali con CPI. (Segue)

(25/25) Constatazione no. 2: non ci riveli la tua fonte, quindi è un fake. Già, non rivelerò MAI le mie fonti. E il fatto che la richiesta arrivi da un dipendente della Nato e da una associazione che ha anche giornalisti fra i suoi membri è quantomeno strano. Fine della storia.



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