Marco Di Liddo

Marco Di Liddo

09-03-2022

11:49

Questa storia dei nazisti ucraini mi ha stufato. Facciamo chiarezza una volta per tutte numeri e dati alla mano. #RussiaUkraineWar 🧵

Il problema dell'estrema destra nazionalista esiste in #Ucraina e in TUTTO lo spazio post-sovietico dallo scioglimento dell'URSS nel 1991. Movimenti neo-fascisti e neo-nazisti esistono anche in #Russia e combattono in Donbas, esattamente come il reggimento #Azov, dal 2014

Nel complesso, il reggimento #Azov conta circa 3000 persone mentre il partito #Svoboda (piattaforma che riunisce lo spettro dell'estrema destra ucraina) conta 15000 iscritti. #Ucraina ha circa 44 milioni di abitanti

Nelle ultime elezioni parlamentari #Svoboda ha preso il 2,15% dei voti su base nazionale. L'unico candidato entrato in parlamento è Oksana Savchuk, eletta al collegio 83 di Ivano-Frankivsk. Il partito dell'ebreo #Zelensky ha preso il 43% dei voti ed ha 241 seggi alla Rada

Il momento di massimo appeal della destra estrema ucraina è stato nel 2014, durante la Rivoluzione della Dignità e sull'onda emotiva popolare della Crimea e del Donbas. Gli estremisti hanno giocato un ruolo chiave negli scontri a #Kiev contro la polizia di Yanucovich.

I battaglioni di estrema destra hanno combattuto al fronte, macchiandosi di crimini IDENTICI a quelli delle unità paramilitari delle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk. La guerra è atrocità sempre e comunque.

Le accuse di crimini di guerra sono legittime contro il reggimento #Azov come lo sono contro le milizie di neo-fasciste russe attive in Donbas. Il fascismo è uguale da tutti e due i lati del fronte.

Nelle elezioni del 2014, la destra estrema ucraina si presentò divisa e, cumulativamente, prese circa il 10% (volendo includere anche il Partito Radicale che però, su molte questioni, è più moderato degli ultranazionalisti). Quindi, in 5 anni, i nazisti ucraini hanno perso l'8%

Sono stato in #Ucraina più volte, a cominciare dalla settimana dopo la rivoluzione del 2014. Ho parlato con ogni tipo di persone e sono stato ospite anche di Pravyj Sektor a Kiev, nella villa confiscata a #Yanucovich.

Salvo rarissime eccezioni, dall'operaio al tassista, dall'accademico al soldato, nessuno simpatizzava con la causa e le idee dell'estrema destra.

La vera colpa di #Poroshenko e #Zelensky è stata quella di non essersi liberati del reggimento #Azov e di non aver bandito del tutto le formazioni neo-fasciste e neo-naziste, probabilmente per usare la loro cieca esaltazione ideologica sul fonte.

Altro errore di #Kiev è stato quello di armare con le armi occidentali anche il reggimento Azov, fattore che espone #Zelensky a pesanti vulnerabilità d'immagine. Però loro sono in guerra e noi no, contro un Paese molto più grande, ricco e militarmente potente. La guerra è guerra.

Detto questo, continuare a confondere nazionalismo con estremismo di destra puro e semplice è sbagliato e fuorviante e non tiene conto del processo di costruzione dell'identità nazionale ucraina dopo 70 anni di sovietizzazione #RussianUkrainianWar

Inoltre, continuare a parlare della questione russofona è snervante. In Ucraina si parla russo da #Leopoli a #Kharkiv senza problemi. La questione è sull'identità e sul senso di appartenenza nazionale, non sulla lingua. #Shevchenko parla più russo che ucraino e si sente ucraino

In alcune aree di #Ucraina tale sentimento è chiaramente filo-russo, sarebbe ipocrita e falso dire il contrario. Ma si tratta di una MINORANZA geograficamente ben collocabile e che non deve essere zittita né ignorata in nome proprio dei valori per cui #Kiev combatte oggi

In sintesi, accettare la tesi russa della denazificazione di #Ucraina equivarrebbe ad accettare una invasione dell'Italia sulla base dei numeri, del supporto e del peso politico-istituzionale di movimenti come Casa Pound e Forza Nuova


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