Matteo Villa

Matteo Villa

01-10-2022

08:41

🇮🇹 Italia, crisi del gas: l'inverno sta arrivando. I flussi dalla Russia crollano oltre i minimi mai registrati. Crollano anche i flussi dall'Europa (Norvegia, soprattutto), che senza #Nordstream adesso servono ai tedeschi. Siamo sempre più vicini al nostro scenario peggiore.🧵

A cercare di compensare le perdite di Russia e Norvegia arrivano il lento e instabile aumento dall'Algeria (vediamo quanto durerà) e la ripresa dei flussi di GNL dopo la fine delle manutenzioni di agosto. TAP ai massimi consentiti dal gasdotto. Ma non bastano.

In tutto, a settembre abbiamo importato l'equivalente di 64 Gmc/a di gas. Il 7% in meno delle importazioni che ci occorrono per andare in pari con il 2021. Andrà peggio. Se continua come gli ultimi giorni, il calo a ottobre sarà del 17%. Un'enormità.

In questi giorni, alcuni studi sostenevano che anche senza Russia ci sarebbe bastato il gas fino a fine inverno. Più o meno vero. Ma se perdiamo anche la Norvegia a fine inverno ci arriveremo solo con gli stoccaggi vuoti, e avendo messo mano alle riserve strategiche.

E ci arriveremo, a fine inverno, solo in caso di un inverno con temperature nella media dell'ultimo decennio, o superiori. Se sarà un inverno rigido, il gas negli stoccaggi italiani NON basterà neanche così.

Cosa significa? È ovvio che gli stoccaggi non possano scendere sotto lo zero. Più i mercati prenderanno coscienza che l'Italia è in crisi di forniture, più i prezzi schizzeranno ancor più alle stelle. Sarebbe drammatico. Possiamo evitare tutto questo.

Come? Limitando i consumi. I consumi italiani a settembre sono in calo del 7%. Un buon trend, ma non basta. Se vogliamo arrivare a fine inverno, dobbiamo ridurli MINIMO del 10%. Se vogliamo arrivarci tranquilli, per pianificare per il futuro, sarebbe meglio un calo del 15%.

Siccome è preferibile limitare i danni alle imprese, il grosso dello sforzo va fatto su residenziale e terziario (negozi e servizi). Insieme residenziale, negozi e servizi fanno circa l'80% dei consumi invernali, tra consumi diretti e elettricità prodotta col gas.

Dunque la soluzione è semplice. Con un serio piano di razionamenti, che parta subito, i prezzi scenderebbero e parte dell'industria potrebbe persino ripartire. Ad aprile ci arriveremmo con gas sufficiente per pensare anche all'inverno successivo.

Invece la politica sembra preferire opzioni insostenibili. Come quella di aiutare le imprese a comprarsi il gas per restare aperte. Destinandole al fallimento tra pochi mesi, quando a causa loro il gas mancherà -- o noi a razionamenti ancora più duri.

Conclusione. Anziché smussare quella che sarà un'inevitabile recessione, stiamo cercando di prevenirla adesso, senza accorgerci (o fingendo di non sapere?) di stare compromettendo il nostro immediato futuro. Un futuro non a dieci anni, ma a tre mesi. Per me ha dell'incredibile.



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